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sabato 13 ottobre 2012

OPW: Osservatorio Politico del web


Noi dell’isola che non c’è non abbiamo pace e siamo sempre affamati di novità e curiosi. 

Grazie a OPW Osservatorio Politico del Web, ci vogliamo concentrare sugli aspetti della comunicazione politica nel web, misurando quello che accade. 

Per questo motivo abbiamo elaborato e siamo in continua evoluzione, strumenti per capire come i politici utilizzano il web e se questo modo di agire porta benefici o piuttosto è controproducente.
Abbiamo scomodato l’astrofisica, la statistica, le teorie fisiche e matematiche, la teoria delle stringhe (solo in parte) il marketing, la comunicazione, la semantica...

Ma prima di tutto bisogna sapere dove siamo, chi siamo, chi misuriamo cosa misuriamo… quindi inizialmente ci occuperemo di cose semplici e intuitive.

Chiaramente non possiamo rivelare i nostri metodi e il nostro modo di lavorare o peggio spiegare come funzionano i nostri servizi e quindi i post di OPW saranno principalmente relativi all’osservazione.

A presto con i primi post

martedì 7 febbraio 2012

campagna elettorale Sindaco di Genova 2012: La web reputation su Roberta Pinotti


Come promesso torniamo a occuparci della campagna elettorale per le amministrative di Genova del 2012, dopo Marta Vincenzi, andiamo ad analizzare il sentiment della rete sulla seconda signora del trio lescano: Roberta Pinotti.

Partiamo subito sparando dati a raffica, e verifichiamo come la rete sente Roberta Pinotti. Il periodo osservato va da agosto 2011 a gennaio 2012 così come per la Vincenzi.
Guardando la nostra torta potremmo dire che per LA Pinotti (con l’articolo come si fa a Genova) c’è sostanzialmente un giudizio equilibato con una forte predominanza delle discussioni che citano Roberta Pinotti in modo neutro.

Non entriamo nel merito dei motivi, delle questioni politiche o delle scelte strategiche, ma possiamo certo notare che la “stampa” positiva è solo al 14%, certo anche i commenti negativi sono solo il 34%... ma per diventare sindaco, la Roberta dovrà lavorare molto per trasformare quel 52% di citazioni neutre in qualcosa di più…

Attenzione non vogliamo certo dire che quel 52% sono gli indecisi, queste sono le citazioni e le discussioni che avvengono in rete, e il fatto che siano neutre è già di per sé un valore, tenendo presente che è più facile che in rete si citino i politici per criticarli.

Guardando il bicchiere mezzo pieno dovremmo dire che il sentiment non è negativo il 66% delle citazioni non sono negative. Questo a nostro modesto avviso però è vero per la sindaco Vincenzi, che si deve “difendere”… Per LA Pinotti, così come per Musso, è necessario guardare da un altro punto di vista ossia guardare i giudizi positivi, poiché dovrebbero essere questi a trainare e a far superare il sindaco in carica… ma questa è un’interpretazione e non una misura, quindi ci compete meno in qualità di “metro della campagna elettorale”.
Tornando ai numeri, congegnali al nostro ruolo, vediamo i tragici eventi alluvionali, hanno avuto effetti spostando in qualche modo il modo di sentire la candidata Pinotti.

Prima dell’alluvione
Cosa assai poco attesa possiamo notare che il sentiment della rete su per la nostra era se vogliamo ancora peggiore, con un 13% di citazioni e discussioni positive, poco diverso dal 14% della media su tutto il periodo, ma un inaspettato 39% di commenti negativi. 

Considerando che la Pinotti era un outsider, è evidente che in generale la sua discesa in campo sia stato quanto mai controversa, non solo per il Partito Democratico, ma per tutta la rete.
Questo significa che ben 4 prodotti editoriali su 10 erano avversi alla Pinotti e solo 1 su 10 positivo!




Il dopo…

Qui le cose si fanno realmente interessanti, perché per Marta Vincenzi le cose sono andate in maniera, tutto sommato, scontata, mentre per Roberta Pinotti, le cose non sono così chiare.

Certo la rete ha un sentiment sicuramente più ben disposto rispetto a prima, ma chi cita Roberta Pinotti dandone un giudizio positivo non supera il 16%, ricordiamo che la vincenzi, prima dell’alluvione arrivava a un 26% di commenti positivi, cioè il 10% in più.
Anche i commenti negativi sono scesi in modo significativo dal 39% al 28%, ben 11 punti percentuali, che in così poco tempo sono moltissimi.
Mentre un “enorme” 56% di conversazioni in rete è sostanzialmente neutra.


E per finire…  
In conclusione possiamo affermare che per Roberta Pinotti vince una distribuzione dei giudizi piuttosto soft, poco polarizzata sulla contrapposizione positivo-negativo, come invece accade alla Vincenzi. Forse è dovuto al posizionamento politico più centrista, forse a una scelta comunicativa, forse al modo di porsi, non abbiamo analizzato la qualità della campagna, ma sta di fatto che la rete è più laica nei confronti della Pinotti, mentre si spacca maggiormente, o si polarizza di più sulla Vincenzi.

A presto


lunedì 19 dicembre 2011

On Line il sito Reginaldo Sentinelli

Vuoi assaggiare il salame storico di Fabriano?

allora visita il sito della Reginaldo Sentinelli (www.reginaldosentinelli.it )

Reginaldo Sentinelli è un produttore di salumi a dir poco storico come il salame di Fabriano: produce e commercializza insaccati dal 1875!!!!!! Ci sono scritti che attestano che il salame di Reginaldo Sentinelli piacesse anche all'eroe dei due mondi, eh si il nostro Garibaldi!

Ma Reginaldo Sentinelli non produce solo il salame storico di Fabriano, infatti fa un ottimo lonzino del padrone (una lonza straordinaria), soppressato, una coppa meravigliosa.

Adesso il cibo abbonda sull'isola che non c'è!!!

Ma se proprio non ti basta un insaccato, prenota una cena al ristorante salsamentaria (www.salsamentaria.it), e degusta la tipica cucina marchigiana delle origini!

Reginaldo Sentinelli e salsamentaria sono approdate sull'isola che non c'è

sabato 19 novembre 2011

Prima dalla web reputation - parte 3


segue da ... 

Allora chiediamo il come e il dove di questo link, e diciamo che forse non è così importante, chiediamo chi l'ha visto e come lo ha trovato, ma giustamente le risposte latitano, non è certo colpa del cliente non avere queste informazioni, le sta chiedendo a noi.
A questo punto suggeriamo al cliente che forse prima sarebbe necessario definire quale sia l'impattodella comunicazione online, magari anche in relazione alla spesa annua impegnata dal cliente.
Per tutta risposta il cliente dice che è più importante capire quale sia la sua reputazione, che vuole sapere cosa dicono di lui, del suo brand e della sua impresa.
Allora ci mettiamo a fare la web reputation, quella vera, con analisi semantica, verifica del testo, utilizzo delle più sofisticate tecnologie: algoritmi fuzzy, reti neurali, etc. etc.
Il giorno della presentazione dei risultati andiamo ad illustrare le evidenze della ricerca, si evidenzia una discreta reputazione, e tutto sommato sembra che non vi siano commenti molto negativi sul brand, anzi si evidenziano alcuni giudizi positivi su alcuni blog. Unica nota negativa quel post già individuato e discusso.
Ovviamente il cliente non sopportava questo pesante giudizio ed ha replicato in modo perentorio sullo stesso blog, innescando una polemica che ha coinvolto altri attori ed ha allargato seppur di poco la platea.
Il cliente ci mostra soddisfazione e ci rivolge domande su cosa dovrà fare per evitare commenti negativi e far crescere la reputazione.
Chiediamo: ma come impiegherà questi dati? E sul viso si dipinge un punto interrogativo! Risposta: "siccome i commenti sono piuttosto positivi continueremo in questo modo, giusto?"
Chiediamo: ma quanto spendete all'anno in comunicazione? E i vostri competitor?
Visto che l'isola che non c'è ha la statistica ed il metodo scientifico nella sua anima, qualche numero lo abbiamo controllato, verificando quale sia la visibilità del brand, in relazione ai competitor, e con un semplice numero che noi chiamiamo WVI "Indice di visibilità sul web" o "Web Visibility Index" facciamo notare che i competitor diretti sono sicuramente molto più visibili e presenti nel web, hanno mediamente più visitatori, ma sembra che la spesa in marketing sia paragonabile. Come mai? 
Quando presentiamo i risultati numerici, il cliente comprende le domande e i suggerimenti che facevamo a inizio progetto… e quindi ci chiede ulteriori dati…
Ecco cosa c’è prima della web reputation!
Dati e numeri sono necessari per dare un valore alla web reputation, per poter dare un valore reale ai commenti, sia positivi che negativi. Il nostro cliente spende più dei competitor in marketing, ma ha un brand meno conosciuto e in fondo anonimo nella platea del web, né positivo né negativo, ma il cliente dapprima pensava che tutto fosse fosco e negativo, poi pensava che tutto sommato andava bene. In realtà va male il suo brand in relazione ai competitor, ma non perché un post su un blog sperso nella rete parla male del brand, ma poiché i soldi spesi in marketing non stanno dando nessun frutto concreto.
Quindi prima dell’analisi della reputazione in rete è sempre il caso di verificare la presenza e la visibilità. Come? Utilizzando strumenti idonei quali l’indice di visibilità sulweb (WVI Web Visibility Index) o le analisi di web presence.

giovedì 10 novembre 2011

Prima della web reputation… (parte 2)


Se invece questo articolo è scritto da qualcuno che ha molti follower su twitter, una media visitatori elevata sul suo blog, un rank delle pagine del sito web alto, beh allora dobbiamo iniziare a porci il problema di cosa dica il post e trovare il sistema di replicare con altrettanta efficacia se parla male di noi.
Quindi prima di pensare alla reputazione o meglio alla web reputation, dovremmo porci il problema di quanto la nostra persona, azienda, prodotto, brand, sia presente nel web e sulla rete, verificando su quali siti sia nominato il brand o prodotto, se è linkato e da chi, quanto questi siti sono visitati e quanta audience hanno. Quanto sono importanti nel mercato di riferimento, che influenza hanno questi blog rispetto al pubblico di riferimento.
Queste informazioni se possibile sono ancora più importanti della stessa web reputation dato che danno la misura di quello che accade, dicono che impatto hanno le opinioni espresse da qualcuno in rete.
Questo aspetto è fortemente sottovalutato dai fornitori di servizi e dagli esperti di settore per non complicarsi la vita, ed anche dagli stessi clienti che spesso non hanno idea di cosa sia il mondo del web e che dovrebbero essere correttamente consigliati dai consulenti del settore, ma, come visto, ciò non sempre avviene.
Facciamo un esempio concreto: un nostro cliente ci chiede di fare un’analisi di web reputation del suo brand, il cliente vende nella GDO su tutto il territorio nazionale, ma il suo brand non è molto conosciuto.
Le pagine del suo sito sono ottimizzate per le parole chiave di interesse per i motori di ricerca, tutte le attività SEO (Search Engine Optimization) e SEM (Search EngineMarketing) sono state correttamente eseguite.
Il sito riceve in media 250 visitatori al giorno di media, con un interessante valore di frequenza di rimbalzo (30%), distribuiti su tutto il territorio nazionale secondo la densità di abitanti per zona.
Verifichiamo il brand e tutte le sue implicazioni, le gerarchie, i sotto brand etc. e iniziamo le interviste per comprendere bene le sue necessità.
Il cliente esordisce con la solita richiesta: "come parlano di me sul web? Mi hanno detto che hanno trovato un link in cui si dice peste e corna di noi!".

continua ... 

martedì 8 novembre 2011

Prima della web reputation… (parte 1)


Molti parlano di webreputation, di quanto sia utile, di quanto sia importante, di come sia fondamentale per capire se e come parlano di te in rete.
E come dire che questo sia sbagliato? Infatti non lo è! E allora perché chiedersi cosa c'è prima della web reputation?

Cosa c'è di più importante di verificare se qualcuno parla male o bene di noi? Perché dobbiamo pensare a cosa ci sia prima della web reputation? Cosa c'è di più importante della mia reputazione sul web?
La cosa a cui dobbiamo pensare prima di tutto è: che impatto ho sul web? O meglio quanto sono visibile? Quanto parlano di me?

Queste sono le domande che dobbiamo porci prima di pensare alla web reputation. Se una persona scrive sul suo blog un articolo in cui dà di noi un'immagine poco edificante, diciamolo pure, un post che ci "sputtana" la reputazione, ma questo blog non lo legge nessuno (e vi posso assicurare che ce ne sono a milioni di siti e blog non visitati!) allora possiamo non preoccuparci troppo.

Se invece questo articolo è scritto da qualcuno che ha molti follower su twitter, una media visitatori elevata sul suo blog, un rank delle pagine alto, beh allora dobbiamo iniziare a porci il problema di cosa dica il post e trovare il sistema di replicare con altrettanta efficacia se parla male di noi.

Quindi prima di pensare alla reputazione o meglio alla web reputation, dovremmo porci il problema di quanto la nostra persona, azienda, prodotto, brand, sia presente nel web e sulla rete, verificando su quali siti sia nominato il brand o prodotto, se è linkato e da chi, quanto questi siti sono visitati e quanta audience hanno. Quanto sono importanti nel mercato di riferimento, che influenza hanno questi blog rispetto al pubblico di riferimento.

Queste informazioni se possibile sono ancora più importanti della stessa web reputation dato che danno la misura di quello che accade, dicono che impatto hanno le opinioni espresse da qualcuno in rete.