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domenica 25 dicembre 2011

Web Visibility: questa sconosciuta. Cosa è veramente?


Cosa é veramente la web visibility?
Se poniamo questa domanda a chiunque lavori nel marketing, nel marketing on line, o presso qualche agenzia di comunicazione, risponderà con grande probabilità in questo modo: “la web visibility è il modo in cui il tuo brand, la tua marca, il tuo nome sono presenti e visibili in rete” e aggiungerà “attraverso le tecniche di SEO e SEM NOI possiamo farti schizzare in testa ai motori di ricerca e grazie alla NOSTRA capacità ed esperienza nei social network in particolare Facebook, il tuo brand non avrà rivali”.
Cosa c’è di sbagliato? Niente! Ma niente sul serio! E allora abbiamo risolto il caso? Niente affatto caro Watson. In fondo, se ci pensiamo questi amici "markettari" (con tutto il rispetto per i nostri colleghi) non ci hanno detto nulla, nè su cosa sia la web visibility, nè ci hanno detto come migliorarla.
Perché? Perché la web visibility è un concetto, è un “modo di dire da markettari (con il rispetto di cui sopra) è un’astrazione mentale per dire sei in internet e devi farti vedere e trovare.
Ma nessuno si spinge a dire quanto sei visibile e cosa sia la visibilità in termini numerici? Nessuno ti dice quando devi considerarti visibile.
In questo modo tutti i maketer che ti offrono un servzio o addirittura solo un consiglio e il tuo blog passa dalla 5 millesima pagina di google con una frase di ricerca di 10 parole chiave alla 4 millesima, ti dirà: “visto quanto sono bravo?! Avevo ragione!” e magari in quel momento saremo anche contenti di questo strabiliante risultato.
L’isola che non c’è, che nel suo DNA mette insieme il metodo scientifico con le strategie di business, prima di tutto definisce e misura quello che vuole fare.
Ecco che infatti l’isola che non c’è ha definito un indice sintetico che permette di misurare la visibilità.
Questo indice permette di capire attraverso un singolo numero quanto sei visibile in rete.
Il WebVisibility Index o amichevolemente Webitel ti permette di vedere con gli occhi della rete quale sia la tua visibilità.

Nei prossimi post … approfondiremo i concetti relativi alla visibilità. 
A presto

martedì 22 novembre 2011

L'isola che non c'è si butta in politica


Tranquilli, non ci candideremo al governo del dopo Monti! 

A ognuno il suo mestiere, ed il nostro è quello di applicare il metodo scientifico al business, avvicinare il mondo accademico alle imprese. 

Per questo motivo l’isola che non c’è ha deciso di seguire la campagna elettorale di Genova.

I motivi sono che ci spingono a intraprendere questa avventura sono molti e diversi tra loro. Genova è una grande città con dinamiche complesse, inoltre dopo la tragedia dell’alluvione avvenuta il 4 Novembre, le normali dinamiche politiche sono state assolutamente sconvolte. 

Inoltre Genova, per la sua storia, è sempre stata una piazza molto particolare  in relazione a ciò che avviene nella politica nazionale.

Cosa significa per l’isola che non c’è seguire le elezioni?

Semplicemente stiamo applicando al web gli strumenti che abbiamo studiato e che stiamo continuando a realizzare, migliorare e inventare, per monitorare e interpretare i comportamenti degli attori coinvolti in queste elezioni.

Applichiamo le analisi di visibilità sul web come il WebVisibility Index (WVI) o Webitel, su quelli che sono indicati essere i principali protagonisti della campagna elettorale: Enrico Musso, Marta Vincenzi e Roberta Pinotti.

Vogliamo confermare con i dati raccolti e successivamente elaborati, come il web sia uno specchio di quello che accade nella realtà quotidiana.

Inoltre verificheremo come questi politici utilizzano il web, i social network, i concetti di citizen relationship management etc. cercando di analizzare le rispettive campagne di comunicazione.

Il lavoro è interessante e sfidante, ma anche complesso e piuttosto faticoso, pertanto non c’è tempo da perdere, al lavoro alla ricerca dell’isolache non c’è.

giovedì 10 novembre 2011

Prima della web reputation… (parte 2)


Se invece questo articolo è scritto da qualcuno che ha molti follower su twitter, una media visitatori elevata sul suo blog, un rank delle pagine del sito web alto, beh allora dobbiamo iniziare a porci il problema di cosa dica il post e trovare il sistema di replicare con altrettanta efficacia se parla male di noi.
Quindi prima di pensare alla reputazione o meglio alla web reputation, dovremmo porci il problema di quanto la nostra persona, azienda, prodotto, brand, sia presente nel web e sulla rete, verificando su quali siti sia nominato il brand o prodotto, se è linkato e da chi, quanto questi siti sono visitati e quanta audience hanno. Quanto sono importanti nel mercato di riferimento, che influenza hanno questi blog rispetto al pubblico di riferimento.
Queste informazioni se possibile sono ancora più importanti della stessa web reputation dato che danno la misura di quello che accade, dicono che impatto hanno le opinioni espresse da qualcuno in rete.
Questo aspetto è fortemente sottovalutato dai fornitori di servizi e dagli esperti di settore per non complicarsi la vita, ed anche dagli stessi clienti che spesso non hanno idea di cosa sia il mondo del web e che dovrebbero essere correttamente consigliati dai consulenti del settore, ma, come visto, ciò non sempre avviene.
Facciamo un esempio concreto: un nostro cliente ci chiede di fare un’analisi di web reputation del suo brand, il cliente vende nella GDO su tutto il territorio nazionale, ma il suo brand non è molto conosciuto.
Le pagine del suo sito sono ottimizzate per le parole chiave di interesse per i motori di ricerca, tutte le attività SEO (Search Engine Optimization) e SEM (Search EngineMarketing) sono state correttamente eseguite.
Il sito riceve in media 250 visitatori al giorno di media, con un interessante valore di frequenza di rimbalzo (30%), distribuiti su tutto il territorio nazionale secondo la densità di abitanti per zona.
Verifichiamo il brand e tutte le sue implicazioni, le gerarchie, i sotto brand etc. e iniziamo le interviste per comprendere bene le sue necessità.
Il cliente esordisce con la solita richiesta: "come parlano di me sul web? Mi hanno detto che hanno trovato un link in cui si dice peste e corna di noi!".

continua ... 

martedì 8 novembre 2011

Prima della web reputation… (parte 1)


Molti parlano di webreputation, di quanto sia utile, di quanto sia importante, di come sia fondamentale per capire se e come parlano di te in rete.
E come dire che questo sia sbagliato? Infatti non lo è! E allora perché chiedersi cosa c'è prima della web reputation?

Cosa c'è di più importante di verificare se qualcuno parla male o bene di noi? Perché dobbiamo pensare a cosa ci sia prima della web reputation? Cosa c'è di più importante della mia reputazione sul web?
La cosa a cui dobbiamo pensare prima di tutto è: che impatto ho sul web? O meglio quanto sono visibile? Quanto parlano di me?

Queste sono le domande che dobbiamo porci prima di pensare alla web reputation. Se una persona scrive sul suo blog un articolo in cui dà di noi un'immagine poco edificante, diciamolo pure, un post che ci "sputtana" la reputazione, ma questo blog non lo legge nessuno (e vi posso assicurare che ce ne sono a milioni di siti e blog non visitati!) allora possiamo non preoccuparci troppo.

Se invece questo articolo è scritto da qualcuno che ha molti follower su twitter, una media visitatori elevata sul suo blog, un rank delle pagine alto, beh allora dobbiamo iniziare a porci il problema di cosa dica il post e trovare il sistema di replicare con altrettanta efficacia se parla male di noi.

Quindi prima di pensare alla reputazione o meglio alla web reputation, dovremmo porci il problema di quanto la nostra persona, azienda, prodotto, brand, sia presente nel web e sulla rete, verificando su quali siti sia nominato il brand o prodotto, se è linkato e da chi, quanto questi siti sono visitati e quanta audience hanno. Quanto sono importanti nel mercato di riferimento, che influenza hanno questi blog rispetto al pubblico di riferimento.

Queste informazioni se possibile sono ancora più importanti della stessa web reputation dato che danno la misura di quello che accade, dicono che impatto hanno le opinioni espresse da qualcuno in rete.



lunedì 31 ottobre 2011

isola che non c'è prima sui motori di ricerca

Isolachenonceweb.it è al secondo posto del motore di ricerca google, con la frase di ricerca "isola che non c'è".


Questo è il primo passo del lavoro pianificato dall'isola che non c'è per arrivare nelle prime posizioni dei motori di ricerca con diverse parole chiave.






I nostri esperti di SEM (Search Engine Marketing) e SEO (Search Engine Optimization) hanno iniziato a lavorare a questo piccolo progetto interno da poche settimane, ma i risultati si iniziano già a vedere.