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mercoledì 16 ottobre 2013

Primarie PD a Segretario 2013: Twitter elegge Renzi


Isola che non c’è dopo un po di tempo torna ad occuparsi di politica, un nostro antico pallino con Osservatorio politico del web

Le primarie del Partito Democratico PD, ci danno l’opportunità di verificare come al solito l’uso della rete da parte dei politici. 

Partiamo con Twitter, che come vedremo in post successivi è il social network più utilizzato e cercato dai politici e capiremo il perché.

Non ci sono dubbi, Renzi su twitter è una superstar, non ci sono confronti, non ci sono paragoni con tutti i pretendenti. Quindi se ci basassimo sui follower di twitter Renzi stravince le primarie.

Follower dei candidati del Partito Democratico alle primarie per il segretario

Usiamo come primo indicatore i follower perché indicano in modo più evidente la popolarità diretta… ti seguo perché mi interessi.

Renzi ha follower in continua crescita e supera di un ordine di grandezza Civati Pippo (650.000 Vs 97.000) che è il secondo.

Ma Pippo Civati ha un blog molto seguito e Renzi un sito… tranquilli ci occuperemo anche di quelli.

Cuperlo e Pittella sono invece appaiati a fondo classifica con quasi 10000 follower, ma Cuperlo ha dalla sua una forza interna al PD, dovuta alla sua storia e alla sua appartenenza, mentre il dottor Pittella sembra una destinato ad una candidatura di testimonianza, o di visibilità, come lo fu per la Puppato.


Abbiamo usato anche un benchmark sul centro destra, Angelino Alfano (colomba) e la Santanchè (falco). Il primo supera tutti, tranne Renzi con più di 135.000 follower e si posiziona bene anche la Santanchè con oltre 52 mila seguaci.

Approfondiremo il tema tra Centro destra e centro sinistra …

A presto con nuovi Post

martedì 5 febbraio 2013

Social CRM: I 5 (+1) COMANDAMENTI


Torniamo a occuparci di Social CRM, dopo l’articolo pubblicato qualche tempo fa
Mentre in quell’occasione ci siamo chiesti cosa sia una strategia di Social CRM adesso come isola che non c’è stabiliremo quale sia la migliore strategia di Social CRM da adottare. Non parleremo molto di tecnologia, piuttosto dei metodi e del processo che l’impresa deve adottare per ottenere il massimo da una strategia di Customer Relationship Management sociale. 

Innanzi tutto dobbiamo sempre ricordare che il Customer Relationship Mangement è una strategia che mette al centro del tuo business il cliente, nonostante il CRM sia un concetto ormai entrato nella testa di molti, la visione che le imprese hanno di questa strategia è quello di un bel database clienti magari ben profilato, un sistema di tracking delle segnalazione dei problemi, qualcuno implementa una sales force automation e forse una piattaforma web in cui il cliente possa gestire le sue pratiche da web… è già qualcosa, ma non è CRM. 

Se vuoi sapere cosa sia veramente il CRM allora ti consigliamo di seguire il nostro corso online, corso di crm.
Perché questo richiamo così forte? Perché il Social CRM amplifica il concetto di Cliente, amplifica gli errori commessi in fase strategica e rende immediatamente vecchio e farraginoso ogni orpello tecnico creato come un semplice plug-in tecnico non inserito in una strategia realmente incentrata sul cliente. 
Ma quali sono gli elementi vincenti della strategia di Social CRM? Come la nostra impresa può ottenere benefici da relazioni realmente social? Se il nostri cliente diventa parte attiva nella formazione delle opinioni sui nostri prodotti e servizi quali sono le tecniche necessarie per trarne vantaggio? 
Inutile dire che questi aspetti sono realmente complessi e sono spesso così complicati e articolati che anche quando si hanno le migliori intenzioni non si riesce ad ottenere un gran chè! 
Ma niente paura l’isola che non c’è, è qui per aiutarti a ottenere benefici dalla rivoluzione social del CRM. 
Il primo consiglio per ottenere risultati tangibili dall’applicazione di una strategia socialCRM è quella dell’esercizio della pazienza, niente azioni inconsulte, pensare di essere un elefante in una cristalleria: circospezione. 
Soprattutto se non abbiamo esperienza nell’uso degli strumenti web e social in ambito B2B, Andiamo con i piedi di piombo. 

PRIMO COMANDAMENTO: prestare attenzione 
“Prestare attenzione” non tanto a quel che si fa (comunque sempre importante), piuttosto dare ascolto e seguire i tuoi clienti o chi parla di te sulla rete. 
Come? Dove? Che domande complesse, per rispondere alle quali è necessaria un’approfondita analisi da condurre in relazione a una domanda ancor più delicata: cosa voglio ascoltare. 
La domanda “Come ascoltare?”, è la domanda più facile a cui poter rispondere, basta utilizzare i nostri servizi e il gioco è fatto! Diverso è: “cosa voglio ascoltare?”. Ogni impresa e ogni individuo che la forma, ogni organizzazione, ha un suo modo di essere, prodotti e servizi che propone, e molto altro ancora. E quindi? Quindi vedi il terzo comandamento…

SECONDO COMANDAMENTO: ANALIZZARE
Adesso che ci facciamo con tutti questi dati? Avremmo in realtà bisogno di informazioni! In questa fase infatti ci dobbiamo concentrare nella definizione di una strategia di analisi che ci permetta di estrarre l’informazione dai dati per poterli interpretare, capire quali sono punti forti e punti di debolezza della nostra immagine o dei nostri prodotti e servizi, comprendere i trend delle discussioni al fine di capire come siamo posizionati e rispetto alla nostra audience. 
Questa fase è importantissima e presume la conoscenza approfondita delle tecniche di analisi dati e una capacità di comprensione della realtà e del business. 
Immaginiamo un politico, dovrà capire se i suoi elettori fanno propaganda, quanto è virale il suo messaggio, quanto sono popolari i suoi competitor….

TERZO COMANDAMENTO: PIANIFICARE
Adesso abbiamo i dati, abbiamo estratto, grazie all’isola che non c’è tutte le informazioni… e adesso? Dobbiamo pianificare cosa comunicare, a chi e come parlare. Tutto questo sta alla base del nostro marketing e della nostra comunicazione, quindi non possiamo affrontarlo in questo post, ma una cosa ci sentiamo di dirla, nel mondo social vince la trasparenza, il mostrarsi per quello che si è, perché è molto facile essere “sconfessati” e questo è molto dannoso per la nostra web reputation. 
Una volta definita la strategia si passa all’azione.

QUARTO COMANDAMENTO: AGIRE… NON REAGIRE
Adesso quindi passiamo all’azione vera e propria, usando la nostra linea editoriale pianificata precedentemente, andiamo a creare un meccanismo virtuoso di interazione con i nostri (potenziali) clienti. 
Questa fase non deve essere improvvisata e deve permetterci di trasmettere in modo chiaro i nostri valori e la nostra linea, quindi le tecniche da usare e le cose da dire devono essere definite nel dettaglio. 
E quello che dicono i nostri detrattori? Bella domanda!
Non fare finta di nulla, ma neanche reagire in modo scomposto o peggio, facendoci allontanare dal nostro obiettivo. 
Questa fase è molto importante ma deve essere frutto delle attività precedenti e si deve basare su quello che abbiamo imparato dai nostri clienti.

QUINTO COMANDAMENTO: NULLA E’ ETERNO
Nulla è eterno, men che meno le relazioni sociali! E quindi dobbiamo ricominciare ogni volta da capo, cooooome? Si, hai capito bene! dobbiamo iniziare ogni volta da capo… Ricominciamo (come canterebbe Pappalardo!)
Rilavorare, continuare a capire, cambiare i media da ascoltare, cambiare il proprio approccio se necessario. Naturalmente sempre all’interno di una strategia di lungo periodo e nel rispetto dei valori del brand che dobbiamo rappresentare.

QUINTO +1 COMANDAMENTO: AVERE UN BUON PRODOTTO
Il Customer Relationship Management, il marketing, le vendite, il social CRM non sono nulla davanti a un prodotto o servizio scadente. Niente potrà restare in alto nell’apprezzamento se non proponiamo servizi utili alle persone a cui ci rivolgiamo.


lunedì 22 ottobre 2012

OPW: primarie centro sinistra renzi stravince su twitter,ma vendola... (?)

OPW Osservatorio politico del Web, oggi ci concentriamo su un aspetto che ci interessa molto: l'uso di twitter! 


Twitter come detto è uno degli strumenti più utilizzati dai politici, ma come lo usano? chi ne trae maggior vantaggio? ne sono consapevoli i nostri politici?

renzi stravince! 

si! a guardare alcuni dati renzi, stacca bersani, puppato, vendola e tabacci... eccolo qui il nostro grafico che misura le citazioni! renzino renzi, il monello di firenze, il rottamatore del PD rottama tutti in fatto di citazioni! 
grande renzino renzi! ma analizziamo un poco gli andamenti... 

la prima cosa che possiamo dire è che probabilmente i simpatizzanti di renzi usano maggiormente i social network, che siano mediamente più presenti e connessi alla rete, magari attraverso il mobile!

abbiamo notato però un andamento un po' strano, una specie di sinusoide o un andamento con elevati picchi! 

Probabilmente, possiamo trovare una relazione con quello che accade sui media tradizionali e sul fatto che nei giorni di picco, il buon renzi, abbia fatto le sue convention. 

Ci viene da pensare che in tali occasioni i presenti vogliano testimoniare la loro presenza.
questo per dire che ancora in Italia probabilmente l'uso dei social network non è ancora molto maturo. 

Per il bersani si vede che ha una squadra che lavora in modo coerente e permette di far risuonare il nome con continuità. 

nichi vendola, cerca spazi che non ha sui media e neanche troppo su twitter, forse l'oratoria di nichi così interessante de visu si perde in 140 caratteri e i suoi ghost, non sono in grado di replicare la leadership di vendola. 

puppato e tabacci, non riescono a competere con i big anche se stanno pian piano crescendo e acquisendo spazi... 

Distribuzione di citazioni: vendola primo!

Avere tante citazione è molto "eccitazionale"... ma quanto valgono? 
noi di OPW abbiamo studiato un indice che misara la distribuzione delle citazioni ossia ci dà una stima di quanto sia larga la platea di chi cita.

In questo caso renzi è ben lontano da nichi vendola, che ha in proporzione una platea più ampia. 

interessante l'andamento del pierluigi bersani... non siamo mica qui a distribuire le citazioni direbbe lui!

pare evidente l'investimento fatto da pbersani su twitter, in termini di impegno e qualità... evidentemente si sono accorti che si parlavano un po troppo tra di loro, e forse sono corsi ai ripari, modificando qualche elemento della campagna comunicazione. 

anche laura puppato ha aumentato la presenza su twitter, ma nel suo caso la platea è diminuita un poco, possiamo dire che ha intensificato le citazioni, probabilmente qualche suo ghost ha fatto molto lavoro. 

Primarie e strategie

evidentemente le strategie di comunicazione sono nettamente diverse tra i competitor del Partito Democratico, renzi si gioca sempre il tutto per tutto, anche nell'uso degli strumenti, bersani sembra come quelle squadre in testa al campionato che si allenano bene e tengono molto in considerazione gli avversari e migliorano tutti gli aspetti del gioco. 
laura puppato sa di essere outsider e si deve giocare molte carte ma forse è partita un po in ritardo rispetto alla campagna elettorale. 

fuori dai democratici vendola ha capacità di essere seguito da molti ben oltre gli elettori di SEL (Sinistra Ecologia e Libertà). 
tabacci come già detto... non buca i social network

a presto da OPW





martedì 3 luglio 2012

LinkedIn: presenti!

Siamo presenti anche su LinkedIn, il social network particolarmente dedicato al business...
Isola che non c'è è presente su LinkedIn

Quindi adesso oltre ad avere un gruppo dedicato alla web reputation, che con grande sforzo di fantasia abbiamo chiamato... web reputation, ci siamo iscritti anche come azienda.

Trovaci su linkedIn come:

isola che non c'è Neverland 

ed entra nella nostra rete e potrai essere sempre informato sui nostri servizi e sulle nostre iniziative...

A presto

mercoledì 1 febbraio 2012

Social CRM, crm 2.0 il customer relationship management all’epoca di facebook

Social CRM cosa è questa cosa? Che differenza c’è con il crm 2.0? in cosa mi è utile?
Prima di tutto sarebbe da chiedersi se e come la nostra impresa applica realmente politiche di crm customer relationship management, eh si perché purtroppo, nella nostra esperienza quotidiana, il crm non ha pervaso le strategie delle imprese come avrebbe dovuto, neanche in quelle organizzazioni che si vantano di averlo fatto. Già perché non basta spendere milioni di euro in applicazioni e progetti complessi, raccogliere migliaia di dati se poi, questi dati non si trasformano in informazioni e in azioni volte a mettere il cliente al centro del proprio business.
Ma questo è argomento per altri articoli.

Torniamo al social crm. Cosa è? Per avere una definizione basta digitare socialcrm su un motore di ricerca e il mitico wikipedia ci porta a una stringata definizione dell’ormai irrinunciabile socialcrm. Anzi per sicurezza l’autore della voce, cita  Paul Greenberg, uno dei guru del crm a livello mondiale. Il nostro dà una definizione che in inglese è:
Social CRM is a philosophy and a business strategy, supported by a technology platform, business rules, workflow, processes and social characteristics, designed to engage the customer in a collaborative conversation in order to provide mutually beneficial value in a trusted and transparent business environment. It's the company's response to the customer's ownership of the conversation.”
In soldoni, “Paolo verdeberg” ci dice che il social crm è una strategia di business che permette al cliente di essere messo alla pari nella relazione con l’impresa!
Great!
Questa definizione è molto interessante e ci permette di approfondire temi quali il livello di coinvolgimento del cliente, le gerarchie della comunicazione azienda-cliente e molto altro.
Una cosa che ci fa notare Paul è: “It's the company's response to the customer's ownership of the conversation”.
Cioè è la risposta dell’impresa al fatto che è il cliente a detenere il “possesso” della conversazione…

Questa frase trova il suo fondamento nel fatto che i clienti, cioè noi, grazie alle tecnologie web 2.0 possiamo creare un blog e parlare di ciò che vogliamo: di un’impresa, di un prodotto, del tempo, di un politico, e possiamo parlarne bene o male, possiamo denigrare qualcuno o tesserne le lodi.

In questo senso il web 2.0 ha democratizzato l’informazione, dando a tutti noi la possibilità di esprimere un giudizio, di dare forma ai nostri pensieri, di metterci in contato con migliaia di persone con una facilità mai vista prima, anche se in realtà non è così se avere migliaia di lettori al giorno su un blog e non è facile avere un gruppo su facebook capace di raccogliere molte persone.

Quindi nella relazione impresa-cliente, oltre ai normali meccanismi di raccolta di informazioni, con i sistemi “classici” che si trasformavano in schede cliente dettagliate, si aggiunge un tassello in più il social networking.
Questo tema è assai complesso, in quanto collegare in modo sistematico e sistematizzato  quello che accade nella rete al complesso di informazioni che stanno nella nostra DMZ, non è certo poca roba.
Di questi argomenti ne abbiamo già parlato molto, anche se in modo indiretto attraverso i concetti di del Web Visibility Index, della Web reputation etc.

Le tecniche per utilizzare queste informazioni al supporto delle decisioni, però richiede un approfondimento maggiore e l’isola che non c’è è da qualche parte proprio per aiutarti a comprendere di più.

A presto

martedì 22 novembre 2011

L'isola che non c'è si butta in politica


Tranquilli, non ci candideremo al governo del dopo Monti! 

A ognuno il suo mestiere, ed il nostro è quello di applicare il metodo scientifico al business, avvicinare il mondo accademico alle imprese. 

Per questo motivo l’isola che non c’è ha deciso di seguire la campagna elettorale di Genova.

I motivi sono che ci spingono a intraprendere questa avventura sono molti e diversi tra loro. Genova è una grande città con dinamiche complesse, inoltre dopo la tragedia dell’alluvione avvenuta il 4 Novembre, le normali dinamiche politiche sono state assolutamente sconvolte. 

Inoltre Genova, per la sua storia, è sempre stata una piazza molto particolare  in relazione a ciò che avviene nella politica nazionale.

Cosa significa per l’isola che non c’è seguire le elezioni?

Semplicemente stiamo applicando al web gli strumenti che abbiamo studiato e che stiamo continuando a realizzare, migliorare e inventare, per monitorare e interpretare i comportamenti degli attori coinvolti in queste elezioni.

Applichiamo le analisi di visibilità sul web come il WebVisibility Index (WVI) o Webitel, su quelli che sono indicati essere i principali protagonisti della campagna elettorale: Enrico Musso, Marta Vincenzi e Roberta Pinotti.

Vogliamo confermare con i dati raccolti e successivamente elaborati, come il web sia uno specchio di quello che accade nella realtà quotidiana.

Inoltre verificheremo come questi politici utilizzano il web, i social network, i concetti di citizen relationship management etc. cercando di analizzare le rispettive campagne di comunicazione.

Il lavoro è interessante e sfidante, ma anche complesso e piuttosto faticoso, pertanto non c’è tempo da perdere, al lavoro alla ricerca dell’isolache non c’è.

sabato 19 novembre 2011

isola che non c'è ...diventa social

stiamo diventando social anche noi...
sembra stiamo seguendo un percorso un po tortuoso, forse è così.

il nostro progetto di brand awareness, sta proseguendo più o meno come previsto. Purtroppo il tempo non basta mai e vorremmo già iniziare tutte quelle attività e progetti che abbiamo in testa.

Per adesso stiamo creando la nostra casetta on line: il sito web, il profilo su facebook, l'area twitter, il profilo su google plus.

Stiamo iniziando a far capire a tutti quelli che lo vorranno cosa significa trovare l'isola che non c'è... abbiamo iniziato con la web reputation e il Webitel o Web Visibility Index, a breve inizieremo a vederne le applicazioni.

Non smettete di cercare l'isola che non c'è...