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lunedì 30 gennaio 2012

campagna elettorale Sindaco di Genova 2012: La web reputation su Marta Vincenzi

La campagna elettorale per diventare sindaco di Genova sta entrando nel vivo, molti i candidati, ma noi siamo sicuramente affezionati ai nostri tre moschettieri (Musso,Pinotti, Vincenzi), e ancora per questa serie di articoli, ci occuperemo di loro.

allora partiamo con Marta Vincenzi e vediamo subito un po di dati. Passiamo subito ai risultati medi nel periodo in cui abbiamo osservato i dati: da agosto 2011 a gennaio 2012.

Bene la sindaco ha mediamente un sentiment non positivo. 
Circa il 39% delle conversazioni in rete,  siano essi post, articoli, citazioni o altro,   danno l'evidenza di un sentiment negativo rispetto alla Marta. 
Questo ci dice che 4 volte su 10 chi scrive in rete citando la Vincenzi, lo fa esprimendo un sentimento negativo. 

Rovesciando la medaglia possiamo dire che 6 edizioni su 10 sono non negative.
sta di fatto che circa il 18% del materiale edito in rete parla in modo positivo della sindaco, o comunque dà un sentiment positivo. 

Infine non trascurabile un elevato 42% dell'editoria su web è sostanzialmente neutra, in questo caso sono citazioni, dichiarazioni dirette, etc. che non esprimono giudizi specifici e non fanno trasparire un atteggiamento positivo o negativo. 
Ma come sapete noi dell'isola che non c'è ci siamo posti altre domande, la più facile a cui rispondiamo pubblicamente in questo post è: ma come hanno influito, se lo hanno fatto, i tragici fatti alluvionali sulla reputazione della Vincenzi e dei tre amigos in generale?

Prima della catastrofe
La risposta nel caso di Marta Vincenzi è che questi fatti hanno influito ed anche molto. Se guardiamo la reputazione di cui godeva prima dell'alluvione possiamo notare una distribuzione estremamente diversa da quella sopra. 
Infatti la sindaco godeva di una stampa decisamente migliore prima del 4 Novembre, con una sostanziale parità tra coloro che si esprimevano in modo positivo e negativo, con un leggerissimo vantaggio per il sentiment positivo 26% contro 24%. 

Più di 3 prodotti editoriali su 4 avevano un sentiment non negativo!

Dopo la catastrofe
Dopo la catastrofe dell'alluvione, il panorama è assolutamente mutato, e il sentiment della rete sulla sindaco è cambiato radicalmente e ben 9 conversazioni su 10 non esprimono una reputation positiva. Anzi il 51% di chi scrive su Internet esprime un sentiment negativo. 

L'esposizione mediatica della Vincenzi è stata elevatissima, e tutta di marca negativa. Non entriamo nel merito del perchè ciò è accaduto, non spetta all'isola che non c'è, ma è ovvio che la Vincenzi sia stata la persona più in vista durante la catastrofe dell'alluvione.


Se infatti guardiamo la distribuzione delle conversazioni, possiamo vedere un picco di citazioni tutte per lo più negative nel periodo dell'alluvione.

Una cosa assolutamente interessante rispetto a questi dati, che in fondo erano facilmente preventivabili, è che le persone che hanno scritto sulla vincenzi, dopo i fatti alluvionali, hanno mantenuto un sentiment negativo, anche su argomenti non correlati con i fatti alluvionali. 


 Questa tendenza perdura fino a fine dicembre. Nell'ultimissimo periodo, da dopo natale, il sentiment, pur non cambiando in modo significativo, è tornato sui livello pre alluvione.

Questa analisi fatta in modo autonomo e in modo del tutto volontario, non può e non vuole essere esauriente rispetto a quella che è una reale web reputation, poichè sarebbero necessarie analisi quantitative come la web presence e l'analisi di web visibility, ma dalla nostra esperienza nel campo del marketing e della statistica, possiamo affermare che questi dati sono con buona approssimazione affidabili e veritieri.

A presto con i dati di Pinotti e Musso...




domenica 25 dicembre 2011

Web Visibility: questa sconosciuta. Cosa è veramente?


Cosa é veramente la web visibility?
Se poniamo questa domanda a chiunque lavori nel marketing, nel marketing on line, o presso qualche agenzia di comunicazione, risponderà con grande probabilità in questo modo: “la web visibility è il modo in cui il tuo brand, la tua marca, il tuo nome sono presenti e visibili in rete” e aggiungerà “attraverso le tecniche di SEO e SEM NOI possiamo farti schizzare in testa ai motori di ricerca e grazie alla NOSTRA capacità ed esperienza nei social network in particolare Facebook, il tuo brand non avrà rivali”.
Cosa c’è di sbagliato? Niente! Ma niente sul serio! E allora abbiamo risolto il caso? Niente affatto caro Watson. In fondo, se ci pensiamo questi amici "markettari" (con tutto il rispetto per i nostri colleghi) non ci hanno detto nulla, nè su cosa sia la web visibility, nè ci hanno detto come migliorarla.
Perché? Perché la web visibility è un concetto, è un “modo di dire da markettari (con il rispetto di cui sopra) è un’astrazione mentale per dire sei in internet e devi farti vedere e trovare.
Ma nessuno si spinge a dire quanto sei visibile e cosa sia la visibilità in termini numerici? Nessuno ti dice quando devi considerarti visibile.
In questo modo tutti i maketer che ti offrono un servzio o addirittura solo un consiglio e il tuo blog passa dalla 5 millesima pagina di google con una frase di ricerca di 10 parole chiave alla 4 millesima, ti dirà: “visto quanto sono bravo?! Avevo ragione!” e magari in quel momento saremo anche contenti di questo strabiliante risultato.
L’isola che non c’è, che nel suo DNA mette insieme il metodo scientifico con le strategie di business, prima di tutto definisce e misura quello che vuole fare.
Ecco che infatti l’isola che non c’è ha definito un indice sintetico che permette di misurare la visibilità.
Questo indice permette di capire attraverso un singolo numero quanto sei visibile in rete.
Il WebVisibility Index o amichevolemente Webitel ti permette di vedere con gli occhi della rete quale sia la tua visibilità.

Nei prossimi post … approfondiremo i concetti relativi alla visibilità. 
A presto

sabato 19 novembre 2011

Prima dalla web reputation - parte 3


segue da ... 

Allora chiediamo il come e il dove di questo link, e diciamo che forse non è così importante, chiediamo chi l'ha visto e come lo ha trovato, ma giustamente le risposte latitano, non è certo colpa del cliente non avere queste informazioni, le sta chiedendo a noi.
A questo punto suggeriamo al cliente che forse prima sarebbe necessario definire quale sia l'impattodella comunicazione online, magari anche in relazione alla spesa annua impegnata dal cliente.
Per tutta risposta il cliente dice che è più importante capire quale sia la sua reputazione, che vuole sapere cosa dicono di lui, del suo brand e della sua impresa.
Allora ci mettiamo a fare la web reputation, quella vera, con analisi semantica, verifica del testo, utilizzo delle più sofisticate tecnologie: algoritmi fuzzy, reti neurali, etc. etc.
Il giorno della presentazione dei risultati andiamo ad illustrare le evidenze della ricerca, si evidenzia una discreta reputazione, e tutto sommato sembra che non vi siano commenti molto negativi sul brand, anzi si evidenziano alcuni giudizi positivi su alcuni blog. Unica nota negativa quel post già individuato e discusso.
Ovviamente il cliente non sopportava questo pesante giudizio ed ha replicato in modo perentorio sullo stesso blog, innescando una polemica che ha coinvolto altri attori ed ha allargato seppur di poco la platea.
Il cliente ci mostra soddisfazione e ci rivolge domande su cosa dovrà fare per evitare commenti negativi e far crescere la reputazione.
Chiediamo: ma come impiegherà questi dati? E sul viso si dipinge un punto interrogativo! Risposta: "siccome i commenti sono piuttosto positivi continueremo in questo modo, giusto?"
Chiediamo: ma quanto spendete all'anno in comunicazione? E i vostri competitor?
Visto che l'isola che non c'è ha la statistica ed il metodo scientifico nella sua anima, qualche numero lo abbiamo controllato, verificando quale sia la visibilità del brand, in relazione ai competitor, e con un semplice numero che noi chiamiamo WVI "Indice di visibilità sul web" o "Web Visibility Index" facciamo notare che i competitor diretti sono sicuramente molto più visibili e presenti nel web, hanno mediamente più visitatori, ma sembra che la spesa in marketing sia paragonabile. Come mai? 
Quando presentiamo i risultati numerici, il cliente comprende le domande e i suggerimenti che facevamo a inizio progetto… e quindi ci chiede ulteriori dati…
Ecco cosa c’è prima della web reputation!
Dati e numeri sono necessari per dare un valore alla web reputation, per poter dare un valore reale ai commenti, sia positivi che negativi. Il nostro cliente spende più dei competitor in marketing, ma ha un brand meno conosciuto e in fondo anonimo nella platea del web, né positivo né negativo, ma il cliente dapprima pensava che tutto fosse fosco e negativo, poi pensava che tutto sommato andava bene. In realtà va male il suo brand in relazione ai competitor, ma non perché un post su un blog sperso nella rete parla male del brand, ma poiché i soldi spesi in marketing non stanno dando nessun frutto concreto.
Quindi prima dell’analisi della reputazione in rete è sempre il caso di verificare la presenza e la visibilità. Come? Utilizzando strumenti idonei quali l’indice di visibilità sulweb (WVI Web Visibility Index) o le analisi di web presence.

giovedì 10 novembre 2011

Prima della web reputation… (parte 2)


Se invece questo articolo è scritto da qualcuno che ha molti follower su twitter, una media visitatori elevata sul suo blog, un rank delle pagine del sito web alto, beh allora dobbiamo iniziare a porci il problema di cosa dica il post e trovare il sistema di replicare con altrettanta efficacia se parla male di noi.
Quindi prima di pensare alla reputazione o meglio alla web reputation, dovremmo porci il problema di quanto la nostra persona, azienda, prodotto, brand, sia presente nel web e sulla rete, verificando su quali siti sia nominato il brand o prodotto, se è linkato e da chi, quanto questi siti sono visitati e quanta audience hanno. Quanto sono importanti nel mercato di riferimento, che influenza hanno questi blog rispetto al pubblico di riferimento.
Queste informazioni se possibile sono ancora più importanti della stessa web reputation dato che danno la misura di quello che accade, dicono che impatto hanno le opinioni espresse da qualcuno in rete.
Questo aspetto è fortemente sottovalutato dai fornitori di servizi e dagli esperti di settore per non complicarsi la vita, ed anche dagli stessi clienti che spesso non hanno idea di cosa sia il mondo del web e che dovrebbero essere correttamente consigliati dai consulenti del settore, ma, come visto, ciò non sempre avviene.
Facciamo un esempio concreto: un nostro cliente ci chiede di fare un’analisi di web reputation del suo brand, il cliente vende nella GDO su tutto il territorio nazionale, ma il suo brand non è molto conosciuto.
Le pagine del suo sito sono ottimizzate per le parole chiave di interesse per i motori di ricerca, tutte le attività SEO (Search Engine Optimization) e SEM (Search EngineMarketing) sono state correttamente eseguite.
Il sito riceve in media 250 visitatori al giorno di media, con un interessante valore di frequenza di rimbalzo (30%), distribuiti su tutto il territorio nazionale secondo la densità di abitanti per zona.
Verifichiamo il brand e tutte le sue implicazioni, le gerarchie, i sotto brand etc. e iniziamo le interviste per comprendere bene le sue necessità.
Il cliente esordisce con la solita richiesta: "come parlano di me sul web? Mi hanno detto che hanno trovato un link in cui si dice peste e corna di noi!".

continua ... 

martedì 8 novembre 2011

Prima della web reputation… (parte 1)


Molti parlano di webreputation, di quanto sia utile, di quanto sia importante, di come sia fondamentale per capire se e come parlano di te in rete.
E come dire che questo sia sbagliato? Infatti non lo è! E allora perché chiedersi cosa c'è prima della web reputation?

Cosa c'è di più importante di verificare se qualcuno parla male o bene di noi? Perché dobbiamo pensare a cosa ci sia prima della web reputation? Cosa c'è di più importante della mia reputazione sul web?
La cosa a cui dobbiamo pensare prima di tutto è: che impatto ho sul web? O meglio quanto sono visibile? Quanto parlano di me?

Queste sono le domande che dobbiamo porci prima di pensare alla web reputation. Se una persona scrive sul suo blog un articolo in cui dà di noi un'immagine poco edificante, diciamolo pure, un post che ci "sputtana" la reputazione, ma questo blog non lo legge nessuno (e vi posso assicurare che ce ne sono a milioni di siti e blog non visitati!) allora possiamo non preoccuparci troppo.

Se invece questo articolo è scritto da qualcuno che ha molti follower su twitter, una media visitatori elevata sul suo blog, un rank delle pagine alto, beh allora dobbiamo iniziare a porci il problema di cosa dica il post e trovare il sistema di replicare con altrettanta efficacia se parla male di noi.

Quindi prima di pensare alla reputazione o meglio alla web reputation, dovremmo porci il problema di quanto la nostra persona, azienda, prodotto, brand, sia presente nel web e sulla rete, verificando su quali siti sia nominato il brand o prodotto, se è linkato e da chi, quanto questi siti sono visitati e quanta audience hanno. Quanto sono importanti nel mercato di riferimento, che influenza hanno questi blog rispetto al pubblico di riferimento.

Queste informazioni se possibile sono ancora più importanti della stessa web reputation dato che danno la misura di quello che accade, dicono che impatto hanno le opinioni espresse da qualcuno in rete.



lunedì 31 ottobre 2011

isola che non c'è prima sui motori di ricerca

Isolachenonceweb.it è al secondo posto del motore di ricerca google, con la frase di ricerca "isola che non c'è".


Questo è il primo passo del lavoro pianificato dall'isola che non c'è per arrivare nelle prime posizioni dei motori di ricerca con diverse parole chiave.






I nostri esperti di SEM (Search Engine Marketing) e SEO (Search Engine Optimization) hanno iniziato a lavorare a questo piccolo progetto interno da poche settimane, ma i risultati si iniziano già a vedere.